I titoli del settore del lusso sono scesi nelle contrattazioni del 15 aprile dopo che Kering, proprietaria di Gucci, e Hermès hanno comunicato risultati del primo trimestre inferiori alle attese degli investitori, in un contesto di marcato calo delle vendite del lussi in Medio Oriente
Le azioni di Hermès sono diminuite dell’8,2%, quelle di Kering del 9,3%. Gli aggiornamenti delle due aziende hanno inoltre appesantito l’intero settore del lusso: Burberry, Christian Dior e Moncler hanno terminato la seduta del 15 aprile in territorio negativo
“Nonostante il rallentamento dei flussi turistici legati alla situazione in Medio Oriente, le vendite nei negozi del gruppo sono aumentate del 7%”, ha dichiarato Hermès mercoledì, annunciando vendite per €4,1b nel primo trimestre, con ricavi complessivi in crescita del 5,6% su base annua. Gli analisti si aspettavano una crescita del 7,1%
“L’attività wholesale è stata significativamente penalizzata dalle minori vendite ai negozi in concessione, in particolare in Medio Oriente e negli aeroporti”, ha aggiunto la società
Il calo del titolo Hermès riflette due timori, secondo l’analista di Jefferies James Grzinic: una forte esposizione a un Medio Oriente sotto pressione e le preoccupazioni per un rallentamento del momentum in Cina
Nel frattempo, Kering ha riportato martedì sera vendite inferiori alle attese, mentre il principale marchio del gruppo, Gucci, continua a pesare sui risultati nonostante gli sforzi del nuovo CEO Luca de Meo per risollevare le sorti della società
Le vendite di Gucci calano mentre Kering punta al rilancio
Kering ha riportato ricavi del primo trimestre pari a €3,57b, in calo del 6% su base annua a dati riportati e stabili su base comparabile a cambi costanti
Le vendite organiche di Gucci sono diminuite dell’8%, un calo più marcato rispetto al -6% previsto dagli analisti
Kering, che possiede anche i marchi Yves Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga, ha inoltre comunicato che i ricavi retail in Medio Oriente sono scesi dell’11% nel primo trimestre, dopo una crescita registrata nei primi due mesi dell’anno
Con 79 negozi nella regione, il Medio Oriente rappresenta circa il 5% dei ricavi retail
Nonostante i risultati deludenti, l’attenzione degli investitori è concentrata sul Capital Markets Day di giovedì, durante il quale de Meo presenterà la roadmap strategica di Kering, denominata “ReconKering”
“Gucci resta la nostra massima priorità. È in corso un rilancio completo, con azioni decisive su clientela, distribuzione e, soprattutto, sull’offerta”, ha dichiarato de Meo in una nota diffusa dopo la chiusura di martedì 14 aprile
L’analista di Bernstein Luca Solca ha definito i risultati un “bagno di realtà”
“L’aggiornamento 1Q26E mostra ciò che abbiamo osservato più volte: per il mercato è più facile e veloce credere in una ripresa che per il management realizzarla”, ha affermato l’analista
Il contesto è quello di anni di contrazione per Kering, come per molti concorrenti del lusso, dopo il boom terminato nel 2022. La domanda era esplosa durante la pandemia di Covid-19, portando ad aumenti dei prezzi che alla fine hanno allontanato i clienti. A ciò si è aggiunta la debolezza della domanda in Cina, un tempo uno dei principali motori di crescita del settore
Lo scorso anno Kering ha nominato De Meo per riportare l’azienda su un percorso di crescita. Nonostante per molti fosse una scelta sorprendente, data la sua esperienza nel settore automobilistico, il titolo è salito di circa il 10% da quando ha ufficialmente assunto l’incarico il 15 settembre, sovraperformando la maggior parte dei concorrenti mentre cresce l’ottimismo degli investitori sui suoi piani di rilancio
L’impatto del Medio Oriente
Sebbene il Medio Oriente rappresenti una quota relativamente contenuta del fatturato delle grandi aziende del lusso — in genere intorno alla media di una singola cifra — la regione è stata un punto di forza in un settore per il resto in gran parte stagnante, in cui molti faticano a tornare alla crescita
Nonostante la bassa incidenza i titoli sono scesi nettamente dalla crisi in Iran. I mercati globali restano volatili mentre c’e’ il rischio di una crisi energetica
“L’elevata incertezza globale ha deluso le aspettative di ripresa della domanda di beni di lusso nel 2026”, ha affermato l’analista di UBS Zuzanna Pusz a fine marzo
Lunedì, il colosso del settore LVMH ha dichiarato che il conflitto in Medio Oriente ha avuto un impatto negativo dell’1% sulla crescita organica nel trimestre
“Da marzo si è verificato un calo e un deterioramento della domanda compreso tra il 30% e il 70%, a seconda dei centri commerciali e dei diversi business”, ha dichiarato il direttore finanziario di LVMH, Cécile Cabanis.
Gli analisti hanno tuttavia segnalato miglioramenti di fondo, tra cui una forte spesa da parte dei clienti negli Stati Uniti e in Cina
