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Secondo uno studio condotto da Eccia, l’Alleanza delle industrie Culturali e creative europee, il lusso è l’ancora di salvezza per l’Europa. Il settore infatti costituisce il 3% del pil europeo, circa il 70% dei beni di lusso del mondo, con un mercato che vale 440 miliardi di euro. Ed è proprio sul lusso che l’Europa deve puntare per ripartire ed emergere dalla crisi.
L’esportazione di borse, accessori e capi di abbigliamento, ma anche delle auto di lusso, così come quello dell’arte, produce ricchezza anche a livello occupazionale.
Un milione di posti di lavoro più 500mila per l’indotto ed esportazioni per il 10% del totale in Europa con Italia e Francia ai primi posti. Secondo le stime il lusso registrerà una crescita del 7 9% all’anno e nel 2020 dovrebbe raddoppiare, arrivando a un fatturato da 900 miliardi di euro l’anno, e impiegando 2,2 milioni di persone.
Punti forti sono l’alta qualità, la sapienza di lavorazioni artigianali e un background unico al mondo.
Armando Branchini, presidente di Eccia, ha dichiarato: “Il 98% delle produzioni è fatto in Europa. Per produrre l’alto di gamma non interessa il lavoro a basso costo. Il successo è nelle mani, negli artigiani che sanno produrre oggetti di qualità unica“.
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