Chanel ha smesso di distruggere i prodotti che non possono essere venduti e ora li destina a L’Atelier des Matières, la sua attività di riciclo dedicata ai beni di lusso e premium
La maison francese del lusso ha confermato questo cambiamento a luglio, poco prima dell’entrata in vigore del divieto dell’Unione Europea sulla distruzione di capi di abbigliamento, accessori e calzature invenduti da parte delle grandi aziende
La rivelazione di Chanel è arrivata dopo che, nel corso di un processo a Hong Kong, sono emerse prove riguardanti 724 borse e portafogli destinati alla distruzione nel 2017. I pubblici ministeri hanno sostenuto che all’epoca Chanel Hong Kong eliminasse tra 10.000 e 20.000 prodotti fuori produzione ogni sei mesi. Chanel ha contestato tali affermazioni
“La cifra menzionata durante il processo non riflette le attuali pratiche globali di Chanel, che si sono evolute in linea con i suoi impegni in materia di sostenibilità”, ha dichiarato l’azienda
Chanel ha affermato che tutti i prodotti nel mondo che non possono essere commercializzati, dalle rimanenze di magazzino ai prodotti difettosi, sono ora gestiti attraverso L’Atelier des Matières. L’iniziativa, creata da Chanel nel 2019, tratta i prodotti per consentirne il riutilizzo all’interno di filiere circolari dei materiali.
Nevold offre una rete industriale di riciclo
L’Atelier des Matières fa parte di Nevold, il polo indipendente business-to-business di Chanel dedicato ai materiali circolari, lanciato ufficialmente nel 2025. La maison ha investito tra 50 e 80 milioni di euro nel suo sviluppo
Nevold include anche il lanificio Filatures du Parc e Authentic Material, specialista nel recupero e nella valorizzazione di materiali naturali. La struttura è stata creata separatamente da Chanel con l’obiettivo di fornire materiali riciclati ad altre aziende della moda e ad altri settori industriali
Tra i prodotti sviluppati figurano filati che combinano fibre vergini e fibre recuperate a fine vita, nonché pelle riciclata utilizzata per i rinforzi interni di borse e scarpe. Si stima che circa il 30% delle borse Chanel e il 50% delle sue scarpe contengano questi componenti riciclati
Il divieto europeo entra in vigore il 19 luglio
L’attuale sistema adottato da Chanel è in linea con il Regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation)
In base a queste norme, a partire dal 19 luglio 2026, le grandi aziende non potranno più distruggere capi di abbigliamento, accessori e calzature invenduti, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge
Le aziende saranno inoltre tenute a divulgare informazioni sui prodotti di consumo invenduti smaltiti come rifiuti. Un formato standardizzato per la rendicontazione entrerà in vigore da febbraio 2027, mentre gli obblighi di trasparenza riguardano già le grandi imprese
Secondo le stime della Commissione Europea, tra il 4% e il 9% dei prodotti tessili invenduti in Europa viene distrutto prima ancora di essere indossato, generando circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂
Le medie imprese saranno soggette al divieto di distruzione a partire dal 2030. Le autorità nazionali saranno responsabili della vigilanza sul rispetto delle norme, mentre le deroghe riguarderanno situazioni specifiche, come problemi di sicurezza o danni ai prodotti
