Secondo i recenti dati di Kepios, all’inizio di aprile 2024 c’erano più di cinque miliardi di utenti di social media a livello globale. Questo numero costituisce un’enorme cifra pari al 63% della popolazione mondiale ed è più che raddoppiato dal 2016. L’utente medio ora trascorre quasi due ore e mezza al giorno sulle app dei social media, ovvero circa il 15% della sua vita da sveglio. Qualsiasi spazio – fisico o digitale – in cui i consumatori trascorrono così tanto tempo rappresenta un’enorme opportunità per i brand di connettersi con il pubblico a cui si rivolgono. Gli smartphone sono diventati cartelloni pubblicitari portatili e app come Instagram, TikTok e Facebook sono unanimemente considerati potenti strumenti nei kit di marketing digitale di qualsiasi brand o retailer. In effetti, è normale che venga pubblicata una pubblicità per quel paio di scarpe da ginnastica a cui hai pensato mentre scorri il tuo solito feed di foto di vacanze, feste di compleanno e brunch.
- Smartphone: lo strumento di marketing digitale più potente. Ma negli ultimi anni questa forma di marketing ha fatto un ulteriore passo avanti, con funzionalità di acquisto ora integrate nei canali social che consentono ai clienti di navigare, aggiungere al carrello ed effettuare il checkout, il tutto senza lasciare la piattaforma. Basti dire che i social media si sono evoluti ben oltre il loro scopo originale di stare al passo con la famiglia e gli amici. Le app social di oggi sono marketplace vivaci. Oltre ad essere un luogo in cui i retailer possono esprimere la propria identità di brand e interagire con i clienti in modi sempre più personalizzati, sono anche un nuovo tipo di motore di ricerca, in cui i consumatori ricercano potenziali acquisti, cercano recensioni di prodotti autentici e confrontano le migliori offerte. Questa confusione tra social e commerciale costituisce ciò che oggi conosciamo come social commerce. Il social commerce differisce dall’e-commerce in quanto il processo di acquisto viene effettuato tramite app di social media anziché una tradizionale pagina Web online e spesso fa molto affidamento su strategie di influencer marketing.
- Live shopping e social commerce. Lo shopping dal vivo tramite i canali social, in cui ai clienti vengono presentati gli articoli durante uno streaming live – spesso da influencer dei social media – è una chiave di volta dell’arco del social commerce. Conversando direttamente con gli acquirenti, si crea un senso di community che crea una connessione più profonda con il brand per una maggiore fiducia e loyalty. Il social commerce è emerso come risposta non solo all’aumento del tempo trascorso dai consumatori su queste app, ma anche al cambiamento della mentalità dei consumatori. Con grandi aspettative su come interagiscono con i loro brand preferiti online, i consumatori di oggi apprezzano soprattutto la comodità. Richiedono esperienze fluide e integrate in tutti i punti di contatto di un brand, dalla presenza sui social media al pagamento.
- La comodità è re. Se in precedenza le tradizionali tattiche di marketing dell’e-commerce richiedevano ai clienti di cambiare piattaforma per effettuare il pagamento, il social commerce riduce al minimo il rischio di perdere una vendita a causa di inconvenienti. Ciò è particolarmente fondamentale per raggiungere le generazioni più giovani sia con tempi di attenzione ridotti sia con un numero maggiore di applicazioni, siti Web e brand che competono per la loro attenzione. Il numero crescente di retailer che riconoscono il valore di questa nuova modalità di acquisto sta dando origine a un ambiente fortemente competitivo e i venditori online che non riescono a rispondere alle tendenze emergenti nei social media potrebbero rischiare di perdere i propri clienti a favore dei competitor.
- Siediti o perdi l'occasione. L’ascesa di retailer indipendenti e social-first sta rendendo l’appello all’azione ancora più urgente, poiché utilizzano piattaforme online per produrre contenuti social più creativi e battere la concorrenza. Ciò rappresenta una minaccia significativa per i retailer tradizionali, che potrebbero essere meno agili e continuare ad appianare le pieghe della loro strategia di e-commerce.
Queste tendenze hanno anche un effetto a catena sui “buoni vecchi” marketplace. In tempi competitivi, spetta a loro rilevare e integrare questi cambiamenti nelle loro interfacce, allontanandosi dall’essere un endpoint puramente commerciale per diventare un centro di intrattenimento a tutti gli effetti. Anche gli operatori affermati dovranno essere creativi per mantenere la propria quota di mercato. Esempi di ciò includono la rotazione settimanale degli influencer che forniscono consigli di stile e altre opportunità di coinvolgimento, o la presentazione di pezzi dell'assortimento in un modo che va oltre il tipico, come gli snippet video. Investire in una solida strategia di social commerce si rivelerà prezioso per i retailer in termini di aumento della consapevolezza del brand, del coinvolgimento dei clienti e delle entrate complessive. Le funzionalità di pagamento native inerenti al social commerce portano a tassi di conversione migliori, mentre l’integrazione dei canali social offre anche accesso a sofisticate funzionalità di analisi e acquisizione dati che rendono molto più semplice per i retailer comprendere le esigenze e i desideri dei propri clienti. Sfruttando questi dati in modo efficace, è possibile distinguersi attraverso una maggiore personalizzazione ed esperienze social per indurre gli utenti a tornare di più.
